Surf in Sardinia, diario di un surfista

La sveglia squilla alle 4:00 del mattino, il sole è ancora nascosto dietro il monte ma il mio cuore ha cominciato a pompare a un ritmo diverso. L’odore del caffè invade la stanza in pochi istanti e nella mia testa sento sempre più deciso il rumore delle onde che si infrangono sugli scogli; so bene che oggi questo rumore sarà più forte del solito, lo sanno tutti quelli come me, oggi è il giorno ideale per fare surf!
Le previsioni del tempo sono state chiare, onde enormi: dopo 3 giorni di maestrale continuo, Capo Mannu diventa la grande sfida per chiunque ami la tavola.
Il meteo nel surfista crea una vera e propria dipendenza, come un maniaco controlla le previsioni ogni giorno sperando che le onde arrivino presto.

Mi infilo il costume e indosso la mia maglietta portafortuna (è la t-shirt bianca con la stampa rossa di una maschera sarda), carico la tavola sul furgone e parto, mi avvio verso il capo, uno spot che in molti conoscono, il migliore per questo tipo di onde. Intanto, alle mie spalle, il sole timidamente si affaccia e colora il cielo di rosa.

Dopo una mezzora arrivo di fronte agli scogli, proprio sotto la vecchia torre provata dal vento; l’acqua in riva e bianca dalla spuma, il rumore è forte, è un mormorio continuo, ma per me è meglio di qualsiasi altra musica; mi infilo la muta e in un batter d’occhio sono in acqua, un’acqua tormentata, ma che mi fa sentire a casa.

Le onde sono davvero grandi oggi, in fondo come me le aspettavo; quando le onde raggiungono una certa dimensione, oltre 3 metri per esempio, è una sfida affrontarle per raggiungere il punto giusto, bisogna guadarle in faccia senza paura, capirle. Si nuota con più forza del solito, ma poi, dopo un’alternanza di onde gradi e piccole arrivo lì, dove nascono le onde. Ora bisogna solo aspettare il momento giusto, ascoltare la loro voce per capire quale sarà quella  urlerà più delle altre.

Eccola! Arriva! Questo è il momento che vale più di tutti gli altri, aspettare che si avvicini il tanto giusto e via con delle forti bracciate finché non si raggiunge la velocità giusta e arriva il momento di alzarsi sulla tavola, lasciarsi trasportare e dominare l’onda per sentirsi invincibili. La sensazione è quella di avere il pieno controllo della natura, ma un surfista esperto sa che Capo Mannu è un vecchio burbero, bisogna  conoscerlo e rispettarlo perchè può infuriarsi e sbatterti sulle rocce, spezzarti la tavola o ancora peggio.

La prima onda è andata! Ho il cuore che batte all’impazzata e l’adrenalina altissima, voglio subito cavalcarne una ancora più grande.
Intanto sulla riva arrivano altri due surfisti, li conosco, ci scambio due parole ma la voglia di surfare oggi è troppa e si passa di nuovo subito ai fatti! La sfida tra me e il mare continua ancora per diverse ore.

Ci sono molti point break intorno a Capo Mannu, tutti creano delle onde diverse. Provare un altro break, se non lo si conosce è ancora più emozionante, la voglia di affrontare nuove onde fa parte di uno stato mentale preciso, un sentimento forse più antico dell’uomo, un senso di esaltazione della solitudine, sei solo tu e il mare e non sai cosa ti può riservare.
Quindi prima di sera decido di caricare la tavola e spostarmi verso nord, arrivando su uno spiaggione di sabbia bianca, ma oggi la spiaggia fa solo da cornice alla maestosità del mare, il protagonista è lui, in scaduta. Grazie al beach break, qui le onde sono  più lunghe di Capo Mannu ma anche più imprevedibili.

In giornate come questa ci si ferma solo perché si deve mangiare o per riposarsi qualche minuto; è una sensazione di quiete interiore, stendersi sulla sabbia umida e ascoltare il maestrale stanco che pian piano diminuisce la sua forza.

Ormai il sole sta tramontando, si immerge nell’acqua dietro la linea dell’orizzonte, è il momento più bello, tutto il versante occidentale della Sardegna diventa di un rosso fuoco.

Si è fatta l’ora di andare. Salgo in macchina con un pizzico di malinconia. Credo che ogni surfista che abbia conosciuto questi posti condivida la stessa sensazione, ci si ritrova con tutti i muscoli del corpo doloranti ma con il cuore incandescente.

Quando si va con la propria tavola in giro per la Sardegna, non importa quanto grandi siano le onde, ci si accorge che la vita da surfista è tutto ciò di cui si ha bisogno, vivi per quel momento in cui ti troverai tra le onde, come uno spirito selvaggio, gustando i profumi del mare e il sale sulla faccia a fine giornata; tutto questo è surf!

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